Qualche giorno fa stavo sistemando il negozio e mi è venuto da sorridere.

Mi sono resa conto che, in dodici anni, il mio negozio ha avuto più indirizzi di quanto avrei mai immaginato.

Il primo era nella sala da pranzo dei miei genitori.

Poi si è spostato in una parte dell'archivio di mio padre.

Successivamente è finito sotto al portico.

Poi ancora in una parte della lavanderia di mia madre.

E oggi, dopo dodici anni, ha finalmente trovato la sua casa nel vecchio ufficio di mio padre.

Per ora è qui, in futuro chissà!

Ogni volta che ripenso a questo percorso mi viene da sorridere, perché in fondo il mio negozio è sempre stato un po' come me: non è mai rimasto fermo, ma ha continuato a cercare il suo posto senza smettere, nel frattempo, di accogliere le persone.

Oggi è un negozio vero.

Non che gli altri non lo fossero.

Lo erano eccome.

Semplicemente oggi ho avuto la possibilità di pensarlo fino in fondo: o scelto il colore delle pareti, l'illuminazione, i mobili e ho perfino installato il riscaldamento e l'aria condizionata.

Può sembrare una cosa banale, ma per me rappresentano due piccoli lussi conquistati con il tempo, con l'attesa e con tanti anni di sacrificio quotidiano.

Eppure c'è una cosa che mi fa riflettere.

Non mi sono mai sentita in difetto per i luoghi che hanno ospitato il mio negozio.

Non ho mai pensato che fossero "abbastanza belli" oppure no.

Sapevo quanto lavoro ci fosse dietro ogni scelta e, soprattutto, sapevo che ciò che contava davvero non dipendeva dalle pareti che mi circondavano.

Mi bastava avere un luogo in cui ricevere i miei ospiti.

Alla magia avrei pensato io con il mio racconto, con la mia passione e con il desiderio sincero di far conoscere un prodotto e una tradizione che amo profondamente.

Se c'è una cosa che non è mai mancata nella nostra accoglienza è stata l'autenticità e credo che i nostri ospiti l'abbiano sempre percepita e apprezzata.

Chi arrivava fin qui non cercava un luogo patinato, non cercava un'industria e non cercava una perfezione costruita per essere fotografata.

Cercava verità e di quella, fortunatamente, ne abbiamo sempre avuta in abbondanza.

Oggi posso dire di avere anche un negozio bello.

Un luogo che sento mio in ogni dettaglio e che racconta esattamente ciò che desideravo raccontasse.

Ma, se ripenso a tutti i negozi che lo hanno preceduto, non cambierei nulla.

Perché la qualità dell'esperienza che offrivamo non è mai dipesa dalla stanza in cui ci trovavamo.

È sempre dipesa dalle persone.

Dall'accoglienza, dal tempo dedicato a ogni ospite, dalla passione con cui raccontiamo il nostro lavoro e credo che questo i nostri ospiti lo abbiano sempre riconosciuto.

Per questo sento di dover dire loro grazie.

Grazie per essere andati oltre l'apparenza.

Grazie per aver visto l'essenza del nostro lavoro prima ancora dell'estetica dei luoghi.

Grazie per aver capito che dietro ogni parete, qualunque fosse il suo colore, c'era la stessa dedizione, lo stesso entusiasmo e lo stesso desiderio di farli sentire a casa.

Ripensandoci oggi, credo che questa sia una delle soddisfazioni più grandi che il mio lavoro mi abbia regalato.

Perché ci sono complimenti che fanno piacere e poi ci sono gesti che raccontano che qualcuno ha visto davvero chi sei.

E, per me, non esiste riconoscimento più prezioso di questo. Grazie!

Sofia